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Nella Festa di san Giovanni Battista

La terra di Gesu 2La mostra “La terra di Gesù”

Allestita presso la parrocchia San Giovanni Battista in occasione della festa patronale, la mostra “La terra di Gesù” ha avvicinato il visitatore ai luoghi sacri attraverso alcune fotografie scattate durante un viaggio in Terra Santa intrapreso nel novembre scorso dai nostri sacerdoti, don Alberto Alfiero e don Angelo Lazzarin. Essa racconta in modo plastico la vita e la storia del Signore nel contesto suggestivo della Palestina. Avere questi luoghi negli occhi, immaginando le azioni e i gesti di Gesù, mentre si legge il Vangelo, è una full immersion nella vita del Signore: un’opportunità per conoscere meglio Gesù. Il percorso proposto è racchiuso in 10 pannelli, suddivisi in 3 sezioni, e si conclude con uno spettacolare pannello centrale. La 1ª sezione si riferisce ai luoghi dell’infanzia di Gesù; la 2ª ai luoghi della Sua missione; la 3ª ai luoghi della passione. Una foto del sepolcro vuoto fa pensare immediatamente alla Risurrezione. Questa mostra suscita un’emozione indescrivibile. Lo confermano coloro che l’hanno curata, perché così è loro accaduto durante il lavoro di preparazione. Lo hanno confermato i numerosi visitatori che sono intervenuti, durante la spiegazione dei pannelli, con approfondimenti e riflessioni oltre che con la condivisione di esperienze di vita relative ai contenuti della mostra. Essa ci ha trasportato idealmente nella terra calpestata dal Signore. Questa “trasvolata” ha offerto, senza dubbio, la possibilità di intraprendere un’avventura meravigliosa sulle tracce di Cristo, ha avvicinato al Mistero insondabile di un Dio che si è fatto uomo e che vuole ricondurre gli uomini alla loro vera casa! Il concetto di “nostalgia” rappresenta la chiave di lettura per comprendere il filo rosso che collega le vicende narrate in filigrana nei pannelli. Tutti gli uomini infatti ospitano nel loro cuore un’innegabile struggente nostalgia.

La presenza di questa nostalgia nell’animo umano è documentata già dalla letteratura greca antica. Basti pensare all’Ulisse omerico, prototipo del navigatore nostalgico, che è disposto ad affrontare terribili pericoli e inenarrabili peripezie pur di ritornare a Itaca, la sua amata patria. La parola ‘nostalgia’ ha un’etimologia molto interessante. È composta da due termini greci: ‘nostos’, che significa ‘ritorno’ e ‘algos’, che significa ‘dolore’, perciò: ‘dolore del ritorno’. La mostra “La terra di Gesù” rappresenta questo ritorno a casa suscitato dal desiderio del cuore che si esplicita come nostalgia. A questo punto è utile fare riferimento all’inizio e alla conclusione della mostra, cioè al primo pannello e all’ultimo, quello centrale, che costituisce la sintesi di tutto il percorso, l’alfa e l’omega della mostra.

Nel primo pannello Dio entra nel mondo in Gesù per riportarci a casa offrendo se stesso in sacrificio e ottenerci la salvezza.

Il pannello centrale mostra una veduta panoramica di Gerusalemme. L’ampiezza, l’altezza e la profondità di questa immagine fanno emergere la ‘nostalgia’ della Gerusalemme celeste, perché la città degli uomini, abitata da Cristo, diventa specchio della città di Dio! La terra di Gesù è la nostra casa perché lì si è compiuta la nostra salvezza. Ma la nostra casa è qualsiasi luogo in cui il Signore sia presente! In qualsiasi luogo dove “due o tre siano riuniti nel Suo nome”, lì è presente il Signore, lì c’è la Chiesa. E allora: benedetta la nostalgia del nostro cuore e “beati i nostalgici perché torneranno a casa!”. Ci auguriamo che questo percorso storico-geografico e religioso abbia contribuito a rendere Gesù contemporaneo e familiare a tutti coloro che hanno visitato la mostra, così come è stato per coloro che l’hanno curata!

Simbolismo-e-misteroLa mostra Intrecci di natura

“Intrecci di Natura”: questo è il titolo dell’altra mostra di sculture in legno allestita a Borgo San Giovanni in occasione della festa del Santo Patrono il 21/24 giugno scorso. Autore delle opere in esposizione, nelle sale della parrocchia, il concittadino Achille Grandis, molto noto in città per la sua lunga attività di orafo-gioielliere ed ora apprezzato scultore in varie esposizioni. Ai numerosi visitatori della mostra, attratti dall’originalità delle sculture, Grandis ha spiegato, nei particolari, le sue complesse lavorazioni: “raccolgo tronchi, radici o rami di legno abbandonati trovati in un bosco o lungo la spiaggia d’inverno, in parte già modellati dalla natura o dal mare, e li riporto a nuova vita.

Dalle loro forme strane, nasce un’idea, un’ispirazione che mi spinge ad intagliare figure, immagini e simboli che esprimono significati esistenziali e spirituali.

I numerosi visitatori della mostra hanno manifestato interesse, curiosità e apprezzamento per questo genere di sculture tanto originali quanto espressive. “Sono molto soddisfatto” ha affermato Grandis “di aver contribuito con i miei lavori al meritato successo dei festeggiamenti dedicati a San Giovanni Battista nel borgo omonimo della nostra città”.

Antonella Amorosi e Daniela Penzo

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