Nella terra di Gesù

PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

“Verbum caro hic factum est”. Di fronte a questa iscrizione, ben visibile nella grotta dell’Annunciazione a Nazareth, il cuore sussulta, come è accaduto a Elisabetta e a Giovanni Battista quando la Madonna li ha raggiunti a Ain Karem. Davvero questo Mistero è grande e sublime! La basilica dell’Annunciazione invita al silenzio davanti a un evento così straordinario e la piccola grotta fa comprendere che un Dio che si fa carne in tali condizioni deve veramente amare gli uomini. La commozione è indescrivibile! E anche la processione con la recita del rosario intorno alla basilica manifesta la grandezza tuttora percepibile dell’avvenimento: gente di nazionalità diverse converge in questo incontro di popoli accomunati dalla stessa fede e dallo stesso amore per Cristo.

Le preghiere vengono recitate in lingue diverse contemporaneamente, ciascuno prega nella propria lingua. È l’immagine dell’universalità della Chiesa.

Ma il nostro pellegrinaggio, svoltosi tra il 23 e il 30 agosto, è iniziato a Megiddo, uno dei teatri più importanti della storia antica, paradiso degli archeologi. Fortezza distrutta e ricostruita almeno 20 volte, fu considerato il punto di difesa della via maris. Luogo di battaglie, viene citato nell’Apocalisse come centro dello scontro finale tra il Bene e il Male. In questo contesto, in questa cultura, che ammetteva anche i sacrifici umani, si inserisce la predicazione di Gesù che sovverte in modo rivoluzionario i criteri del tempo non rispettosi della vita umana. A Betlemme, la grotta della natività suscita un atteggiamento di profondo raccoglimento pregno di stupore per l’ineffabile Mistero che si svela e insieme si cela davanti ai nostri occhi. In adorazione ci sono cattolici, ortodossi e copti. Il nostro viaggio continua nei luoghi della predicazione di Gesù: il monte delle Beatitudini; il lago di Tiberiade; Tabhga, dove il Signore ha compiuto il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci; Cafarnao, con i resti visibili della casa di Pietro; il Tabor, monte della Trasfigurazione; Nain, in cui Gesù ha risuscitato il figlio della vedova; Cana; Gerico, città di Zaccheo; il fiume Giordano.

A Gerusalemme ripercorriamo i luoghi della passione, morte e risurrezione di Gesù. Nella basilica della Risurrezione contempliamo in particolare il foro della Croce e il Santo Sepolcro. L’emozione è palpabile. Oltre a questi luoghi santi, significativi per la vita di Gesù, visitiamo anche la cittadella crociata di Akko (S. Giovanni d’Acri), punto di arrivo dei soldati che andavano a riconquistare il S. Sepolcro; Cesarea Marittima, testimonianza della presenza dei Romani in Palestina; gli scavi archeologici della cittadella di Davide, appena fuori le antiche mura della old city; Qumran, dove sono stati ritrovati rotoli con frammenti originali dei vangeli risalenti al I secolo.

Questi siti confermano anche dal punto di vista storico-archeologico la presenza di Cristo in queste terre. A conclusione di questo pellegrinaggio ci accorgiamo di tornare a casa diversi da come siamo partiti: ora, sentendo narrare il Vangelo, avremo davanti agli occhi i luoghi visitati e Gesù ci sarà più familiare, immerso in uno spazio e un tempo ben determinati. Ma il Signore ci ha assicurato, prima di salire al Cielo, che sarà sempre con noi, fino alla fine dei tempi. La fede in Lui ci fa sperimentare la Sua presenza anche oggi, nell’Eucaristia, nella Parola, nella Chiesa, nella comunità cristiana. Tutto ciò è stato vissuto da noi e tra noi durante il viaggio in tutti i momenti della giornata. Ringraziamo con gratitudine il nostro vescovo Adriano e il nostro parroco don Alberto che ci hanno guidati e accompagnati con paternità e disponibilità!

Antonella Amorosi e Daniela Penzo

(nella foto il grupo dei parrocchiani, cui si sono uniti altri: foto sotto)

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