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Il valore e il senso della preghiera

I bambini della parrocchia di San Giovanni Battista dalle Clarisse di Porto Viro

Sabato 3 novembre con i bambini di 5ª elementare che si stanno preparando ai Sacramenti di iniziazione cristiana (Cresima e Comunione), le loro mamme e il parroco don Alberto, ci siamo recati al “Monastero del Cuore Immacolato di Maria” di Porto Viro. In questo cammino di fede con i bambini di Catechismo, ci siamo chiesti: “Che cosa vuol dire preghiera e vita di preghiera?”. Accolti con calore da suor Carla e da suor Chiara, ci siamo sentiti subito a nostro agio e a queste domande suor Carla ci ha spiegato che la preghiera è il respiro dell’anima, mostrandoci come esempio una lanterna accesa: “Così siamo noi quando riceviamo il Battesimo, riceviamo una luce dentro che, come la luce della lanterna, ha bisogno di ossigeno per rimanere accesa, così ogni cristiano ha bisogno di pregare per tenere accesa quella luce. Non la preghierina fatta in fretta e con il pensiero della partita di calcio”. Suor Chiara, invece, ci ha spiegato che: “La preghiera deve essere immersa in Gesù, come lo è stato anche per Santa Chiara”. Ma poi questa luce si irradia nella vita di tutti giorni, in ogni attività fatta con amore, in famiglia, nell’amore che le mamme hanno per i loro bambini, come per ogni cristiano nel lavoro e nel servizio, nel rispetto e nella fratellanza verso il prossimo. Così è stata la vita di preghiera dei primi cristiani. La vita di preghiera per loro, suore di clausura, è stata la risposta “impensata” alla chiamata del Signore, in modi e situazioni diverse. È una vita scandita dal ritmo della preghiera, dalla Liturgia Eucaristica alla Adorazione Eucaristica e dal servizio in Monastero. I bambini, ascoltando l’insegnamento di don Alberto durante l’incontro, attenti e silenziosi, hanno posto delle domande, come ad esempio: “Per quale motivo indossate quell’abito?”. Con semplicità suor Chiara lo ha così descritto: “È lo stesso abito dei fratelli francescani, a forma di croce e del colore della terra, che esprime semplicità e povertà”. Le monache si sono presentate anche come “sorelle povere”. Sorelle per avere lo stesso Padre che è nei cieli, come del resto tutti noi cristiani, e povere perché la loro vita dipende tutta dal Signore, dalla sicurezza del suo amore. Loro non vanno a fare la spesa al supermercato per prendere quel che serve, ma vivono della provvidenza. “Basta vedere le vostre ceste” ci ha detto suor Carla “Chi ha suscitato la vostra generosità è il Signore!”. Terminato l’Incontro, don Alberto ha celebrato la S. Messa, guidata dall’organo e animata dal canto delle monache. Al termine, ogni bambino ha ricevuto in dono, a ricordo del ritiro, due libricini di preghiera. Ringraziamo con tutto il cuore suor Carla e suor Chiara per l’accoglienza e per tutta la bellezza della fede vissuta che ci hanno trasmesso, e affidiamo a Maria, la Mamma celeste, la guida per indicarci la via che conduce a Gesù.

Laura

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