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Tempo di… attesa paziente

CHIOGGIA.  Avvento Evento 2018

L’incontro formativo col prof. P. Bighin, nella parrocchia S. Giovanni Battista

In un’epoca come la nostra in cui domina l’incapacità di attendere, secondo la logica del “tutto e subito”, il prof. Piergiorgio Bighin ha offerto un’efficace riflessione sull’Avvento, tempo di attesa. Questo il tema dell’incontro svoltosi martedì 4 dicembre presso la sala teatro della parrocchia di San Giovanni Battista: il primo di un ciclo di incontri promossi dal Consiglio Pastorale Parrocchiale per la Catechesi rivolta agli adulti.

Buona la partecipazione. Il relatore ha parlato di una ricerca “laica”, cioè accessibile a tutti, cristiani e non, perché la dimensione dell’attesa è inscritta nel cuore di tutti gli uomini e quindi fa parte della natura umana. Il desiderio più profondo dell’uomo, consapevole o no, è infatti proprio quello di incontrare qualcosa o qualcuno che possa rispondere alle domande più urgenti che si agitano nel suo cuore.

L’esordio ha proposto una citazione di uno dei più grandi autori della letteratura mondiale, Fedor Dostoevskij: “Vivere senza Dio è un rompicapo e un tormento. L’uomo non può vivere senza inginocchiarsi davanti a qualcosa. Se l’uomo rifiuta Dio, si inginocchia davanti a un idolo…!”.

Scrittori, poeti, artisti, musicisti hanno documentato il bisogno di compiutezza dell’uomo in modo sublime, facendo emergere ciò che spesso rimane nascosto nell’intimo. Congdon, Pollock, Matisse, Van Gogh, Pavese, Hopper, Giotto, Caravaggio, Dante, Antonello da Messina, Piero della Francesca… e tanti altri hanno reso evidente con la loro opera che “Ogni vita converge a qualche / centro, / dichiarato o taciuto. / Esiste in ogni cuore / umano una mèta.”.

Questi versi lapidari di Emily Dickinson sono stati scelti dal prof. Bighin per commentare un quadro di Giovanni Segantini che rappresenta una slitta pronta per partire. Tutti noi siamo così! E la poesia di Clemente Rebora “Dall’immagine tesa” viene definita la più grande poesia di Natale, con le sue sinestesie che simboleggiano l’attesa di tutti i sensi. “Prima del viaggio” di Montale viene associata ad un prato giallo di Congdon, perché “un imprevisto è la sola speranza…”. Un’intervista a Cacciari ha messo in luce quanto sia importante riconoscere la propria attesa e affermare la propria identità nel rispetto di quella degli altri.

La musica e i canti eseguiti non sono stati un semplice accompagnamento, ma hanno dato un contributo essenziale allo svolgimento del tema della serata. Questo momento di riflessione sull’Avvento è stato un vero Evento: l’attesa di Colui che ci salva è divenuta palese nel nostro essere presenti con il cuore aperto, attenti ai segni, agli amici, alle gioie, ai dolori, insomma al “bisbiglio” della vita. Ci auguriamo che anche i prossimi incontri di catechesi degli adulti siano così frequentati e apprezzati. Al prof. Bighin il nostro grazie!

Daniela Penzo

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